Presidio itinerante in solidarietà agli/le arrestati/e del G20

Il 7 e 8 luglio si è svolto in Germania il vertice del G20.

Appuntamento rituale dei Capi di Stato e di Governo, nel quale rappresentano, ideologicamente e praticamente, il mondo come una grande azienda di cui spartirsi i proventi. Le risorse della Terra così come chi la vive, vengono considerati utili di profitto. Questo, attraverso sfruttamento, morte e miseria, è ciò che sempre gli Stati, il capitalismo e ogni autorità reiterano su scala globale.

Questo è davanti a noi tutte e tutti ogni giorno, nei moltrplici contesti della società, nelle guerre, nelle frontiere ed in ogni forma di soppressione della libertà.

Nei giorni di Amburgo, la rivolta che è esplosa ha risposto a tutto questo rompendo gli argini del consentito, colpendo obiettivi rappresentanti il Capitale e le divise che lo difendono, restituendo al Potere un po della sua violenza.

La conflittualità e lo scontro tra fruttati e sfruttatori è anche una risposta alla pace sociale, alla paura, alla repressione che anche le democrazie impongono con la forza e il ricatto.

Siamo solidali con chi ha reso vive le giornate di Amburgo infuocando quei giorni di rivolta. Siamo al fianco di chi, in seguito a quelle giornate è detenuto nelle carceri tedesche e, come Riccardo, verrà processato prossimamente.

Solidarietà e forza ai prigionieri del G20 di Amburgo!

Riccardo libero! Libertà per tutti e tutte!

In questa giornata partecipiamo anche alla mobilitazione internazionale anticapitalista per Santiago Maldonado che dal 1° agosto è scomparso dopo un’operazione della Polizia e della Guardia Nazionale Argentina per reprimere un comitato di resistenza Mapuche in lotta contro la colonizzazione ad opera delle multinazionali ( come Benetton ) del territorio in Patagonia.

Nei territori argentini e cileni, latifondisti, mercenari e sicari, con la complicità della Polizia uccidono e reprimono i popoli abitanti delle terre che continuano ad espropriare per i loro profitti.

Gli Stati, l’autorità ed il Capitale ne sono i responsabili. In tanti anni di lotte molti ancora sono i desaparacidos, i prigionieri e gli scioperi della fame del popolo mapuche e dei suoi solidali.

Solidarietà con chi lotta! Mari Chi Weu!

SABATO 30 SETTEMBRE 2017

PRESIDIO ITINERANTE in solidarietà con i/le prigionieri/e del G20

DALLE ORE 16.00

PIAZZA SAN LORENZO, GENOVA

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G20.Aggiornamenti sul processo a Riccardo

E’ stata fissata la data dell’udienza che vede imputato Riccardo di reati inerenti alle giornate di rivolta contro il G20 d’ Amburgo di luglio.

Si terrà il 5 ottobre presso il Tribunale di Amburgo.

Invitiamo tutti/e a partecipare alla presenza solidale in aula (Riccardo sarà presente) e presso il Tribunale organizzata per quella data così come alle iniziative che verranno promosse a Genova in quei giorni di cui seguiranno aggiornamenti.

Incontro per discutere iniziative di solidarietà e aggiornamenti
MARTEDì 19 SETTEMBRE  ore 20.00 presso Il maniasso,
Piazza Santa Maria in Passione 6 Genova

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LA LOTTA CONTRO IL POTERE NON CONOSCE FRONTIERE

Aperitivo a sostegno delle spese legali dei compagni e delle compagne

19 agosto

ore 18 passeggiata di quinto,Genova

musica, cibo, birrette, distro

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Genova – Presidio in solidarietà agli/lle arrestati/e del G20 ad Amburgo

Domenica 06 agosto si svolgerà ad Amburgo una presenza solidale sotto al carcere di Billwerder, dove sono detenuti alcuni degli arrestati durante le giornate del g20. Contemporaneamente, a Genova, invitiamo ad un presidio in solidarietà agli arrestati per dimostrare loro vicinanza e supporto.

DOMENICA 6 AGOSTO ORE 18.00
PIAZZA SAN LORENZO – GENOVA

Libertà per tutti e tutte!

CONTRIBUTO ALL’INIZIATIVA.

“ Il sonno degli uomini è più sacro che la vita per gli appestati; non si deve impedire alla brava gente di dormire. Ci vorrebbe del cattivo gusto, e il buon gusto consiste nel non insistere, è cosa che tutti sanno. Il cattivo gusto mi è rimasto in bocca ed io non ho cessato d’insistere, ossia di pensarvi”

                                                                                                                                                              Albert Camus, La Peste

Il 7 di Luglio dell’anno 2017 iniziava il G20, l’ennesimo summit internazionale come ormai molti se ne tengono durante l’anno in cui un manipolo di padroni del mondo si incontra per sedere ad un tavolo, compiacersi a vicenda sorseggiando vini pregiati, disquisendo di come spartirsi il saccheggio del pianeta esanime nel quale viviamo. Capita così che il neoliberista di respiro europeo Macron stringa la mano del dittatore genocida Erdogan in un salotto ben arredato mentre ci si accorda sulle strategie di soppressione e violenta repressione delle rotte migratorie di transito in Turchia verso l’Europa occidentale, succede che la conservatrice simpatica ai progressisti Merkel sorrida alle battute del razzista stupratore Trump mentre si decide su come devastare l’ecosistema ed avvelenare l’atmosfera oltre il punto di non ritorno, accade che l’oligarca autoritario nazionalista Putin riceva una pacca sulla spalla dal fantoccio Gentiloni mentre concede qualche metro cubo di metano in più in cambio del silenzio in occasione della prossima Crimea o della prossima legge omofoba ed omicida. Succede tutto questo, per tutti i giorni dell’anno tutto l’anno.

Imperversa la Peste mentre la brava gente dorme.

Dalle rivolte di Genova, Seattle, Heiligendamm sono passati molti anni, si pensa che non vi sia nulla da temere. Quel movimento di protesta è morto, dicono. La famigerata ‘globalizzazione’, che in quegli anni era spauracchio di un futuro incerto, oggi è il presente, talmente attuale quasi da non poter immaginare di vivere senza. Tutto ciò che usiamo, ciò che mangiamo, che guidiamo o vestiamo è prodotto in schiavitù altrove, da altri/e che non percepiamo e riconosciamo come persone, dei cui destini non ci curiamo e che non riescono a fare presa sulle nostre coscienze assopite. Questa volta tuttavia, i padroni del mondo scelgono di incontrarsi nel pieno centro di Amburgo, quasi per sfida. Una città la cui storia è ricca di lotte per la giustizia sociale, che celebra periodicamente l’autonomia di alcuni quartieri con proteste e rivolte. Ed è proprio in uno di quei quartieri, Lo Schanzenviertel, che i potenti si incontreranno per celebrare la loro farsa.

La sfida viene accolta e da mesi prima inizia una mobilizzazione che lascia presagire la volontà di opporsi con determinazione, si annuncia una larga partecipazione. Nei giorni prima del Summit compagne e compagni da tutta Europa si incontrano nella città tedesca, mentre la polizia mette in pratica da subito una politica di tolleranza zero: le case vengono perquisiste, iniziano gli arresti preventivi dei ‘soliti noti’, il campeggio dove le persone di fuori si erano radunate viene sgomberato con la forza. La strategia repressiva che la polizia intende mettere in atto si palesa in modo ancora più chiaro durante il corteo del 6 luglio, in cui sbirri antisommossa attaccano da più parti prima ancora che si possa muovere un passo, costringendo le persone a fuggire tra i lacrimogeni nella zona del porto. L’efficienza dell’apparato repressivo sembra inscalfibile e tutto lascia presagire che i tre giorni proseguiranno senza che la quiete venga turbata, mentre tiranni e dittatori godono dell’eccellente programma previsto tra una cena di gala ed un aperitivo con vista.

Nella giornata di Venerdi 7 Luglio tuttavia qualcosa sembra cambiare sin dalla mattina, quando auto di lusso e veicoli diplomatici ardono in diverse parti della città creando fitte colonne di fumo nero. Azioni spontanee di gruppi autonomi si susseguono durante la giornata, diversi cortei non autorizzati attraversano le strade e simboli del capitale vengono attaccati. La polizia non riesce a reagire in tempo, vengono richiesti rinforzi dalle città vicine e squadre di sbirri arrivano ad Amburgo con colonne di auto sulle autostrade o in elicottero. Ma non basta. Gruppi affini iniziano a convergere verso lo Schanzenviertel, proprio il quartiere dove all’interno della Messe (Fiera) si sta svolgendo il Summit. Si ergono barricate, si combatte la polizia e la si costringe fuori dal quartiere per ore. Banche e supermercati vengono assaltati, le strade sono occupate. “Sembrava di essere ad Aleppo” dirà il giorno dopo un cittadino scandalizzato e che probabilmente non ha mai visitato la città siriana. Proprio quella Aleppo martoriata dalle bombe di Putin, Erdogan e Trump che a pochi metri da quel cittadino preoccupato decidevano del futuro della Siria e di chissà quali altre guerre future.

La quiete è stata turbata.

Durante la rivolta contro il G 20 di Amburgo un nostro compagno, Riccardo, è stato arrestato ed è attualmente detenuto nel carcere di Billwerder. A lui come ad altri 35 manifestanti di cui altri 5 italiani, è stata confermata la custodia cautelare in attesa di processo. Poco ci importa conoscere dettagli, non ci interessa definire il come. Sappiamo il quando, sappiamo il perché. Perchè l’apparato di polizia tedesca umiliato dalle strade in fiamme tentava con squadre speciali e fucili alla mano di rifarsi la faccia arrestando in massa chi in strada era rimasto e intendeva lottare con determinazione. Davanti alla rabbia incontenibile il Potere rivela il suo vero volto e lo esplicita in tutta la sua brutalità.

Il momento storico nel quale ci troviamo ha estremizzato le responsabilità e le conseguenze del sistema capitalista sulle nostre vite. Davanti al progressivo sgretolarsi del quotidiano (ormai fatto di alienazione, lavori estenuanti e mal remunerati, rapporti umani finti e filtrati da onnipresenti gingilli tecnologici) che marcia di pari passo alla irrecuperabile distruzione del pianeta che ci ospita, riteniamo l’azione e la resistenza non solo difendibili, ma urgentemente necessari. La solidarietà a Riccardo ed a tutte/i le/i prigioniere /i arrestate /i in occasione del G 20 di Amburgo diviene elemento di continuità con quei giorni di lotta, per essere ogni giorno sabbia negli ingranaggi della macchina assassina del capitale, per protrarre ed allargare la volontà di opposizione contro coloro che permettono al sistema gerarchico e capitalista di esistere e che da esso traggono profitto.

Supportiamo i prigionieri estranei alla logica della dissociazione e della presa di distanza. Crediamo che il punto di forza dimostrato in questa lotta si realizzi anche nella scelta di continuità degli imputati, successivamente all’arresto, rispetto alla volontà di partecipare alle giornate contro il g 20. In questo caso, nell’assenza di differenziazione fra “buoni e cattivi” si realizza un superamento rispetto ai relativi contesti italiani. La coesione fra gli imputati diventa un punto di forza sia per affrontare la repressione che per il rilancio e la continuità della lotta stessa.

Contemporaneamente alla presenza solidale sotto al carcere di Billwerder ad Amburgo, organizzata per la giornata di domenica 6 agosto, invitiamo ad un presidio solidale nella piazza San Lorenzo a Genova, per dimostrare la nosra vicinanza ed il nostro supporto agli arrestati.

Un abbraccio solidale a Riccardo ed a tuttx le/i prigioniere /i di Amburgo!

Solidarietà e forza ai rivoltosi del g20!

                                                                                                                                         Compagni e solidali da Genova                                                                                                                                                                                                                                                         

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LETTERA DEL COMPAGNO RICCARDO DAL CARCERE DI BILLWERDER, AMBURGO

“La guardia Gohlosh personifica la cattiveria più detestabile: la cattiveria messa al servizio dei grandi della Terra. Una cattiveria monetizzabile. Essa non gli apparteneva più. L’aveva venduta ad individui più competenti che ne facevano uso per asservire e mortificare tutto un popolo miserabile. Non era più padrone della propria cattiveria. Doveva guidarla e dirigerla secondo certi regolamenti la cui atrocità non variava granché.”
(Albert Cossery – Gli Uomini dimenticati da Dio – 1994)

In questo momento mi trovo detenuto nel carcere Billwerder di Amburgo.
Sono stato arrestato venerdì 7 Luglio alle ore 19.30 nei pressi del Rote Flora.
Sono accusato di oltraggio allo Stato, di aver messo in pericolo la pubblica sicurezza, di aver svolto un ruolo attivo all’interno di un gruppo di quindici persone che ha fronteggiato la polizia, in particolare di aver tentato di ferire un poliziotto della Sezione Speciale di Bloomberg adibita ad effettuare arresti e recuperare reperti.
Non riconosco il dualismo “colpevole – innocente” proposto dagli apparati giuridici dello Stato.
Ciò che voglio dire a riguardo è di essere orgoglioso e felice di essere stato presente durante la sommossa di Amburgo contro il G20.
La gioia di vivere in prima persona la determinazione di persone di ogni età e da tutto il mondo che ancora non hanno ceduto alla tentazione di sottomettersi alla logica del denaro e del mondo capitalista non potrà mai essere sopita da nessuna misura cautelare. In un epoca storica in cui il capitalismo cerca di affondare il colpo definitivo e necessario al suo assestamento, in una continua oscillazione fra guerra interna (leggi speciali, chiusura delle frontiere, deportazioni) e guerra interna (massacri indiscriminati, distruzione e avvelenamento del Pianeta Terra); la rivolta di Amburgo contro il G20 ha dimostrato ciò che è più importante per chi ha ancora a cuore la libertà: la possibilità della sua realizzazione.
L’ efficienza tecnologica, fisica e tattica della polizia tedesca è stata tanto impressionante e spaventosa, quanto, di fatto, inutile a disinnescare prima e reprimere successivamente l’esigenza di svolgere contro la società mondiale, assurda e catastrofica, che i venti patetici Capi di Stato stavano lì a sfoggiare con meschinità, blindati nel cuore della città. I rassegnati e i riformisti potranno dire che, visto i rapporti di forza sviluppatisi negli ultimi decenni tra il potere e i suoi sudditi, quello di Amburgo sia stato un ennesimo esperimento di massa per verificare la tenuta degli apparati di sicurezza internazionale. Del resto è quello che veniva detto anche dopo il G8 di Genova nel 2001.
I ribelli e i rivoluzionari, però, non fanno i conti con le dietrologie della politica, ma con i propri sentimenti e i propri progetti. In ogni caso, mi pare di poter ribadire che, se anche così fosse, questo esperimento sia fallito del tutto. Nelle strade di Amburgo ho respirato la libertà incontrollata, la solidarietà attiva, la fermezza di rifiutare un’ ordine mortifero imposto da pochi ricchi e altrettanti potenti sul resto dell’umanità. Non più infinite file di automobili e composte processioni che ogni giorno santificano la liturgia oppressiva ed assassina del sistema capitalista.
Non più masse indistinte costrette a piegarsi e sudare per un’anonima sopravvivenza in favore dell’arricchimento di qualche ingordo padrone. Non più migliaia di sguardi assenti diretti verso qualche asettico display che aliena e deforma le nostre esperienze di vita.
Ho visto individui alzare gli occhi al cielo per cercare di agguantarlo.
Ho visto donne e uomini dare corpo alla loro creatività e alle loro fantasie più represse.
Ho visto le energie di ciascuno impegnate a tendere una mano ad altre che non si ergono al di sopra di nessuno.
Ho visto il sudore gocciolare dalle fronti per soddisfare i propri desideri invece di quelli di qualche aguzzino. Nell’ora della rivolta nessuno resta mai veramente solo.
Un forte abbraccio a tutti i compagni e le compagne, a tutti/e i/le ribelli prigionieri/e dello Stato tedesco. Un saluto appassionato ad Anna, Marco, Valentina, Sandrone, Danilo, Nicola, Alfredo, icompagni e le compagne sotto processo per l’ Operazione “Scripta Manent” in Italia. Ai/alle rivoluzionari/e e ai/alle ribelli prigionieri/e nelle galere di tutto il mondo. Un bacio a Juan. Dove sei … dove sei … sei sempre con noi!
Finché esisto: sempre contro l’autorità! Sempre a testa alta! Viva l’internazionale anticapitalista! Per Carlo! per Alexis! Per Remi! Per la libertà!

Riccardo
Prigione di Billwerder, Amburgo – 20 Luglio 2017

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Aggiornamenti arresti G20 Amburgo

Si è tenuta ieri, 18/07 l’udienza di convalida dell’arresto che ha confermato la custodia cautelare in carcere per Riccardo, così come per gli altri arrestati. Entro 15 giorni da oggi si terrà un’ udienza di appello rispetto a quella del 18 dove si ridiscuterà la permanenza o meno in carcere, in attesa di giudizio. Le imputazioni non sono ancora state stabilite. L’indirizzo a cui scrivergli rimane:

RICCARDO LUPANO
09/06/1985
JVA BILLWERDER
DWEERLANDWEG 100
22113 HAMBURG
GERMANY

Rinnoviamo la nostra solidarietà a tutti/e gli arrestati/e ad Amburgo,
Libertà per tutti/e!

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Indirizzo Incontro “a testa alta” e Concerto

L’incontro “a testa alta” e il concerto di stasera si terranno in:

Via Parco del Peralto 30

-POLVERIERA-

in auto:

da Piazza Principe seguire le indicazioni per Righi, Proseguire per via Vesuvio fino all’incrocio a destra su via Parco del Peralto, da li seguire la strada seguendo le indicazioni per La Polveriera.

con i mezzi:

bus da piazza della Nunziata

-39 fino al capolinea,tornare indietro di un centinaio di metri e prendere Via Parco del Peralto  seguendo le indicazioni per la Polveriera.

-40 scendere alla fermata Costanzi,  proseguire a piedi in direzione sud/ovest, imboccare Via Parco del Peralto e proseguire seguendo indicazioni per la Polveriera.

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ARRESTI G20 AMBURGO

informiamo dell’arresto di un compagno genovese, Riccardo, nella data di venerdì 07 luglio ad Amburgo durante la rivolta contro il G20.

Riccardo ha già incontrato i legali, sta bene ed il suo morale è alto. L’udienza preliminare si terrà entro 15 giorni, nei quali diffonderemo gli aggiornamenti che perverranno. Per chi volesse scrivergli o inviare letture l’indirizzo completo (nome cognome data di nascita ed indirizzo del penitenziario dove è detenuto) è:

RICCARDO LUPANO
09/06/1985

JVA BILLWERDER
DWEERLANDWEG 100

22113 HAMBURG

GERMANY

Ad oggi sono 6 i compagni italiani arrestati

SOLIDARIETA’ A TUTTI GLI ARRESTATI AD AMBURGO DURANTE LE GIORNATE CONTRO IL G20

LA RIVOLTA E’ VITA!

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Incontro “A testa alta” e concerti in solidarietà con prigionier* Op. Scripta Manent

15 Luglio 2017 – Genova

Giornata di solidarietà a sostegno dei compagni e le compagne imprigionati dallo Stato a seguito dell’operazione Scripta Manent.

dalle ore 13.00
nuovo incontro “A testa alta”

dalle ore 22.00

concerto con:

Kurt Russhell
Zona d’Ombra
Rauchers
Wazowski
Overkill Army
Effementi
Peggio Klasse
Jc e Sosa

a seguire
DJ SET

distro, cibo e bevande

Tutte le informazioni saranno disponibili dalle ore 11.00 del 15 Luglio su: ilmainasso.noblogs.org oppure chiamando il numero 3512138996

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Aperitivo solidale di strada

Venerdì 9 giugno

Aperitivo di strada  dalle 19 nella piazza Senarega, Caruggi, Genova

Serata a sostegno delle spese legali dei compagni e delle compagne dello spazio di documentazione e contro-informazione “Fuori luogo” di Bologna, finiti sotto processo e assolti dall’ennesima associazione a delinquere costruita dalla polizia per colpire le lotte e i compagni.

A chi si ribella e si rivolta contro questo sistema, contro questo infame macchinario del capitalismo moderno che ha reso l’uomo servo, che sfrutta, massacra, inquina, distrugge e saccheggia la terra con la guerra, il potere risponde con la forza della repressione…

E quando per zittire la rabbia non bastano le manganellate della polizia nelle piazze, allora le forze dell’ordine colpiscono anche spazi e collettivi che praticano e portano avanti percorsi di libertà.

Colpiscono con provvedimenti come l’associazione a delinquere, storpiando completamente la realtà dei vissuti e le esperienze libertarie degli spazi, trasformandoli negli atti giudiziari in organizzazioni gerarchiche con ruoli, capi, servi e adepti, come solo le menti bacate, ottuse e stereotipate della autorità possono immaginare, perché non possono immaginare altro.

Colpiscono gli spazi e i collettivi che praticano la libertà, in quanto pericolosi e sovversivi, perché in questi le idee, gli ideali anarchici non restano ad attendere, come vorrebbero loro, non restano delle semplici utopie, ma attraverso l’autorganizzazione e l’autogestione diretta degli individui e delle persone e il sovvertimento del presente e dei propri rapporti si concretizzano nell’immediato in un altro modo di vivere possibile.

Colpiscono con provvedimenti e menzogne che spesso non stanno in piedi neppure di fronte ai loro giudici, per ottenere la chiusura degli spazi e arresti, per tentare di fermare così la rabbia e la rivolta. .

Ma dopotutto a noi cosa importa se chiudono uno spazio quando se ne aprono degl’altri, quando noi abbiamo realizzato, sperimentato e vissuto i nostri sogni, che portiamo avanti, e quando ormai le nostre idee, i nostri ideali cavalcano già le ali delle tante tempeste che si alzano nei cieli per finirgli contro e tirarli sotto? Nulla!

Quello che conta però è che contro il potere tutto si può e che un altro modo di vivere è possibile!!!

Destroy the system! Per l’Anarchia!

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